Giorno 4

Alftafjordur, Egilstadir e Borgarfjordur

Giorno 4 – Alftafjordur, Egilstadir e Borgarfjordur
IN STRADA DA Vik A Kirkjubæjarklaustur

Una misteriosa spiaggia di detriti vulcanici, nera e nebbiosa, sancisce l’inizio della giornata. Tanta strada in mattinata, poco asfalto perchè la Hringvegur inizia la sua parte selvaggia, brecciata, fatta di graniglia vulcanica, polverosa e scivolosa, ma nuda e piacevole come nessuna moderna autostrada potrebbe essere. Il percorso si snoda fra Alftafjordur, Djupivogur (dove simpaticamente cerchiamo ostinatamente, fra il rassegnati e il divertiti, una introvabile farmacia per un semplice sciroppo per una tosse che da giorni non molla) per poi puntare diretti su Egilstadir dove la pioggia incessante non ci abbandona. Splendidi panorami su un passo montano per poi approdare nel tardo pomeriggio a Borgarfjordur, o meglio al promontorio di Hafnarholmi costituito da un’isoletta collegata alla terra con una strada rialzata. Siamo accolti da stormi di Puffin che volano, giocano, pescano. I loro suoni, oltre che quelli dei gabbiani, sono tutto ciò che invade gioiosamente l’aria. La giornata continuerà ancora a lungo, in strada, affrontando un altro passo, fra paesaggi, neve, acqua e splendidi giochi di luce, in un cielo plumbeo che lascia filtrare prepotente il sole fino alle 23 avanzate, ora in cui il B&B ci accoglie per un sonno ristoratore.

I PUFFIN: LA PRIMA VOLTA NON SI SCORDA MAI

I meravigliosi Puffin che incontreremo più volte nel nostro viaggio. C’è chi riflette, chi vola, chi va a caccia di pesce e chi, con un sorriso beffardo, caccia ottimi scatti con un’attrezzatura da favola. Andando verso Seydisfjordur, a sera inoltrata, continuano i paesaggi che tolgono il fiato, quelli che ti obbligano a fermare la macchina a bordo strada, quelli che, qualora non avessi potuto fermarti, ti ronzerebbero in testa ancora e ancora, finchè al grido di “chi se ne frega”, ti dimenticheresti dell’orario e del programma di viaggio e torneresti indietro dando sfogo al desiderio di immortalare e ricordare quel colore, quella forma, e, perchè no, il profumo di quel vento.

MARE, PASSI MONTANI, STRADE DESERTE, GHIACCIO E FUOCO: TUTTO IN POCHE ORE

Un altro passo mette alla prova l’auto, e nuovi colori saltano fuori sul far della sera. La delusione della cena, molto peggiore di quanto ci si aspettava al blasonato centro culturale Skaftfell, è ricompensata da un paesaggio che, in quota, sferza l’anima per la durezza della roccia e la profondità degli spazi mentre a valle avvolge con dolcezza. Acqua, pescherecci, dolci pendii pitturati con rivoli d’acqua fluente. Posti da elfi, fate e racconti di un tempo.

Lo scenario appena prima di arrivare al BB non è da meno. Il sole sullo stagno bacia le papere che, incuranti del freddo, nuotano e sonnecchiano.

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